
CIADEUVRA era la bottega d’artigianato artistico attiva tra il 1998 ed il 2009, prima a Sampeyre e successivamente a Savigliano in provincia di Cuneo, Piemonte. Ha operato nel settore museale, realizzando repliche di oggetti ispirati dal patrimonio storico, archeologico ed etnografico piemontese. Sono state della CIADEUVRA le repliche ufficiali del Museo Nazionale d’Antichità di Torino e del Museo del Territorio Biellese. Ha collaborato con altri musei del territorio nel campo dell’ideazione, produzione e distribuzione del merchandising per bookshop e mostre temporanee. All’epoca furono fatti accordi per la distribuzione all’estero degli articoli più significativi con alcune aziende del settore; tali articoli vennero esportati in Francia e Svizzera.

Pettine decorativo ad immagine antropomorfa. Originale in bronzo fuso in matrice.
Il pettine, insieme a molti altri manufatti in bronzo (armi, utensili, ornamenti personali, ecc.), è stato trovato sul fondale del lago di Viverone, era uno dei oggetti usati dai nostri antenati che vivevano sulle palafitte. Questo oggetto del XV-XIII a.c. ha una particolare conformazione che suggerisce la forma umana.

Disegno di E. Bayard, in Figuer L. 1883. L’uomo primitivo. Milano.
Nell’arte celtica vi sono numerose raffigurazioni della ruota a conferma della sua diffusione: terre cotte, bronzi, amuleti.
Nelle sculture gallo-romane essa è spesso raffigurata in compagnia dello Jupiter celtico, comunemente chiamato Dio della Ruota o Taranis. Infatti questa rappresentazione ha indotto la maggior parte dei ricercatori moderni a vedere nella ruota l’equivalente del fulmen di Jupiter: cioè il Dio del fulmine.

La tradizione piemontese di adoperare una ruota di carro come protezione del mal tempo deriva dal culto del dio Taranis.

Orecchini + Particolare dell’iscrizione celtica
di San Bernardino di Briona, fine II sec. a.C.

Ciondolo in acciaio inox 304, diametro 3,2 cm
Questo simbolo celtico rappresenta il mito dell’eterno ritorno. Il disco solare che scandisce il ritmo della vita, le quattro tappe stagionali di un ciclo di sviluppo. La ruota divisa in quattro raggi, la croce circoscritta nel cerchio solare. Infatti il sole immortale si leva ogni mattina: Dagda il Signore del tempo, il buon Dio saggio e onesto, Dio Luce e Amore. Si leva e discende ogni notte nel regno dei morti: il cavallo bianco, livido al candore notturno, accompagnatore degli uomini nell’aldilà.

Scultura votiva da Trundholm, Danimarca. 1550-1400 a.C.
Le decorazioni a spirale fanno parte di un eccezionale complesso di manufatti in bronzo (armi, utensili, ornamenti personali) rinvenuti sui fondali del lago di Viverone, in connessione con i villaggi su palafitte. Le spirali, costituite da un unico filo in bronzo, sono inquadrate nei gruppi occidentali della Cultura dei Tumuli. Queste affascinanti decorazioni venivano usate come elementi per vestiti o come ciondoli.

Ciondolo e girocollo

Lago di Viverone (Bi), bronzo; XV-XIII sec. a.C.

Spillone “Culto al Sole” – Materiale: metal Zama, ottone, osso colorato. Misure: diametro 4,5cm; lungh.: 18cm
Spillone “Età del Bronzo” – Materiale: metal Zama, ottone. Misure: diametro 1,6cm; lungh.: 18cm
Gli spilloni sono a gambo perforato per evitarne la perdita, grazie all’uso di un filo che li ancora al tessuto. In seguito saranno sostituiti da tipi non perforati ma con capocchia sempre più grande, fino alla progressiva diffusione a partire dai primi esemplari del XIII secolo a.C. di fibule più pratiche e sicure.

A sinistra spilloni dell’Età del Bronzo; Viverone – Piemonte
A destra Forma di fusione, probabile cima di spillone. Elemento cruciforme sormontato da un cigno. Trana-Turin (Piemont); XI-IX sec. a.C.
Le fibule celtiche sono state ricostruite e copiate da ritrovamenti archeologici piemontesi. La fibula originale in bronzo è stata ritrovata presso: Fibula di VillarDora (To) – Età: “La Téne”, III séc. a.C.:
Materiale: Ottone – Misure: lunghezza 6,5cm – larghezza 1,8cm – altezza 2,5cm


La fibula veniva usata dai nostri antenati per chiudere o tenere parti di indumenti in sostituzione di lacci e bottoni proprio come una spilla di sicurezza.

Materiale: metal Zama. Misure: Lunghezza: 3cm – altezza.: 4cm
I pendagli a doppia spirale usati come ciondoli o complementi d’ornamento femminile fanno parte del costume tipico dell’Europa celtica. In Piemonte tali decorazioni si conservarono fino oltre la metà del I secolo d.C.
Il significato dei “pendagli a occhiale” pare che trovi spiegazione nell’archeo-astronomia. Questa decorazione potrebbe raffigurare le diverse orbite circolari che il sole compie per raggiungere la massima o la minima altezza sull’orizzonte.
Fin dall’antichità l’apparente orbita solare è sempre stata osservata dall’uomo perché scandiva il ciclo della vita.

Rappresentazione schematica dell’apparente movimento spiraliforme del sole sull’orizzonte nel suo ciclo annuale.
Il significato astronomico delle incisioni a spirale. Guido Cossard
Nella prima Età del Ferro (VII – VI sec. a.C.) sono tipiche le collane con elementi in bronzo, ambra, osso e semi, rari e tardivi gli elementi in vetro. I rinvenimenti ottocenteschi in Bene Vagienna sono composti da ornamenti di fabbricazione picena rimontati subito dopo la prima guerra mondiale e mal separabili da quelli analoghi di Crissolo. I bronzi di Bene Vagienna, ti probabile origine tombale, dimostrano presso i celti pedemontani l’adozione di modelli etrusco-italici nell’ornamento, forse copiati in loco anche per la facilità di produzione di tipologie massicce per la vicinanza delle fonti di approvigionamento del rame, e come forma di tesaurizzazione di significative quantità di metallo. Tali monili sono inseriti in una dispersione di distribuzione di oggetti simili nell’area centro europea alpina.


La replica proposta dalla bottega Ciadeuvra si ispira ai ritrovamenti dell’areale celtico Bagienno.

Materiale: metal Zama. Misure: Lunghezza: 4,5cm – altezza: 29,5cm
L’ornamento femminile nella cultura di Golasecca, Piemonte.
Questo pendaglio femminile proviene da un ricco corredo golasecchiano rinvenuto in una tomba fossa presso San Bernardino di Briona datato fine del VI secolo a. C.
Nel 1959 presso il parco della Burcina (Biella), è stato scoperto un notevole sito archeologico di cui sono venuti alla luce una serie di oggetti, tra questi: la pintadera.
La pintadera è un cilindro in terracotta con un foro longitudinale realizzato appositamente per decorare tessuti e vestiti. L’affascinante decoro di doppia spirale a due piani è attualmente l’unica conosciuta in Europa. L’esemplare è un dono d’arte sofisticata dei nostri antenati Celti.

Rullo in terracotta (color mattone). Colline del parco della Burcina V-IV sec. a.C.

Braccialetto, segnalibro e ciondolo

Scultura votiva – materiale: metal Zama. Misure: Lunghezza: 3,5cm – altezza: 2cm
Questo cinghiale è un esempio di scultura votiva, un regalo di cultura materiale e mitologica celtica, infatti simboli ed effigi del cinghiale di buon auspicio appartenevano al mondo celtico piemontese ed europeo.
Anche in Piemonte ne sono stati rinvenuti, per esempio uno in terracotta presso Belmonte-Canavese databile intorno al Bronzo Finale (X secolo a.C.).
Il ritrovamento di Pombia (No) costituisce la più antica attestazione europea di birra, retrodatando di molto l’utilizzo del luppolo come aromatizzante e conservante della birra stessa. Infatti la scoperta spiega l’ampio gradimento e consumo popolare della birra nell’europa occidentale. La birra bevuta in Piemonte intorno al 550 a.C. da popolazioni protoceltiche, ben prima delle invasioni storiche dei Galli degli inizi del IV secolo. era dunque simile a certe birre forti attuali.
La birra e il Fiume – Celid – ed. 2001 Filippo Maria Gambari

Rullo in terracotta (color mattone). Colline del parco della Burcina V-IV sec. a.C.

Materiale: terracotta invetriata. Misure: Lunghezza: 9 cm – altezza 8,4cm – Capacità: 0,44L

Bassorilievo – Materiale: metal Zama – Misure: Lunghezza 5cm – altezza 9cm
Nel mito del furto delle mandrie di Gerione si inserisce il passaggio delle Alpi e l’uccisione di Taurisco “tiranno della Gallia” che impediva il passaggio stesso. Gerione è all’origine del culto gallico do Tarvos Trigaranus, identificabile nel rilievo di Invorio – Val Sesia (No). L’allungamento dei colli delle due teste laterali denuncia con evidenza la vicinanza al modello del bronzetto di Lione, datando l’opera al V sec. a.C.

Nella prima Età del Ferro (VII – VI sec. a.C.) sono tipiche le vistose decorazioni femminili con elementi in bronzo, ambra, osso e semi, rari e tardivi gli elementi in vetro. Fibule arricchite a catenelle e pendenti, ciondoli a batacchi, pettorali e monili sono inseriti nel contesto dell’area centro europea alpina. Tali decorazioni dimostrano presso i Celti pedemontani l’adozione di modelli etrusco-italici nell’ornamento, forse copiati in loco anche per la facilità di produzione di tipologie massicce per la vicinanza delle fonti di approvvigionamento del rame, e come forma di tesaurizzazione di significative quantità di metallo.

Castelletto Ticino (No): Fibula in bronzo con catenelle e ciondoli a doppia spirale; 750/680 a.C.

Ciondolo – Materiale: metal Zama – misure: larghezza 3,5cm – altezza 9cm

Ciondolo – Materiale: metal Zama, cuoio, ottone.
Nell’età del Bronzo (XIII-X sec. a.C.) sono tipiche le vistose decorazioni femminili con elementi in bronzo, ambra, osso e semi, rari e tardivi gli elementi in vetro. Le bulle in lamina di bronzo a decorazione concentrica sono monili originari del bacino carpatico e successivamente inseriti nel contesto dell’area centro europea alpina.
La replica proposta dalla bottega Ciadeuvra si ispira ai ritrovamenti dell’areale celtico pedemontano. L’ambra usata in questo monile proviene dal Baltico.

Bulle dal lago di Viverone – Piemonte
In Piemonte il controllo da parte della tribù celtica dei Leponti del commercio dell’ambra attraverso le Alpi procurò loro una grande ricchezza, che è rispecchiata dalla concentrazione di oggetti d’ornamento in ambra, la maggiore finora conosciuta in un sito che costituiva una tappa lungo la rotta dell’ambra. La spettrometria all’infrarosso dimostra che oltre il 95% degli oggetti in ambra rinvenuti in territorio lepontico sono costituiti con certezza da ambra baltica o succinite, una resina fossile la cui distribuzione è limitata all’Europa nord-orientale.
La replica proposta dalla bottega Ciadeuvra si ispira ai ritrovamenti dell’areale celtico pedemontano. L’ambra usata in questo monile proviene dal Baltico.

Grosso vago d’ambra di forma bitronconica, tre vaghi d’ambra di forma cilindrica, due pendaglio d’ambra di forma trapezioidale, un anello di bronzo. Arbedo-Cerinasca, IV-III sec. a.C.

Ciondolo – Materiale: metal Zama, ottone, ambra del baltico. Misure: larghezza 2,5cm – altezza 8cm