Daniel - Daniel Roux Art
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Daniel

Presentazione

Buondì, sono Daniel Roux, la mia passione è la ricerca ed il recupero delle tradizioni del mio territorio con un occhio di riguardo verso il mondo dei riti e culti del passato. Creo repliche storiche e mi sono specializzato nella Età del Ferro. Mi diletto a cercare oggetti antichi, vintage e mi affascina esplorare i mercatini dell’usato. Mi incanta il 1800 e la Belle Epoque. Come prop maker creo oggetti per film oppure ne replico alcuni.  Se vuoi connetterti con me sui social media, mi trovi su Facebook e Instagram. Benarrivato nel mio sito, fai attenzione che ci sono i lavori in corso ed è sempre in aggiornamento. Dai un occhiata alle mie stravaganze, per favore con cautela perché è roba delicata. A presto

Daniel Roux

Ironia della sorte, nella casistica delle possibilità, il destino ha voluto che mia madre facesse di cognome Rosso, mentre mio padre Rossi. Questa cosa negli anni di gioventù mi portò anche qualche disguido burocratico. Tutto sommato il cognome “Rosso” è tra i più diffusi in Piemonte e in lingua piemontese si pronuncia “Ross” (in italiano sarebbe “Russ” ed in francese “Roux”).

Riguardo al nome mia madre una volta mi disse che, non volendomi chiamare come qualche parente o antenato deceduto, si ispirò ad un personaggio western visto alla televisione qualche giorno prima del parto. Mi rincresce non aver mai scoperto quale fosse il film che le suggerì il nome, ad ogni modo a me Daniel piace. Per un senso identitario, a cui sono molto legato, ho sempre firmato in piemontese Daniel Ross. Nel momento in cui mi son trovato ad affrontare il vasto oceano di internet, per una questione d’indagine,  ho scelto come nome d’arte Daniel Roux. Sicuramente meno diffuso che “Rossi” o “Rosso”. Una firma dal suono decisamente più francofono che ritengo più consono alla mia educazione e al mio sentir vivere con cui mi identifico da anni: Daniel Roux.

Il Tuono

Mi piace pensare che la mia passione per i tuoni e i lampi, in qualche maniera sia un eredità delle vite precedenti. Nel percorso della mia esistenza, il bagliore del fulmine, il fragore del tuono e la sua natura elettrica mi hanno da sempre caratterizzato tanto da identificarmi in esse. Mi pare di ricordare, che una delle mie primissime ricerche sul campo antropologico, fu proprio legato alla tradizione della pera dël tron, ovvero la pietra del tuono. Infatti mia nonna materna mi raccontava l’usanza contadina di piantare la cote, chiamata per l’appunto la pietra del tuono, nel terreno per difendere l’orto o gli alberi da frutta dalla grandine e dai lampi. Per una serie di casualità, sempre se sono da intendere come tali, la mia vita è stata caratterizzata da una sequenza di circostanze fortuite nelle quali ebbi modo di acquisire una lunga sfilza di nozioni di cultura popolare sulla folgore. Negli anni fui cofondatore di una rivista in lingua piemontese intitolata “Tron e Lòsna” (Tuono e lampi) un giornale divulgativo di cultura e tradizioni del territorio. Trovo rilassante meditare tra le mie montagne circondato da nuvole colme di pioggia e screziate da lampi improvvisi. Un gioco cercarli con lo sguardo per coglierne lo splendore al momento dello schiocco. Adoro percepire il suo roboante suono, il quale riesce a trasmettere le vibrazioni dal terreno al corpo ed è ancor meglio, se riesce far tremare le ossa.