Cesare Lombroso - Daniel Roux Art
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Cesare Lombroso
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Di natura estremamente curioso, affascinato dal mistero della vastità della mente umana, a soli dieci anni in 5°elementare scelsi di leggere ed argomentare il libro “Viaggio nel mondo del paranormale – Indagine sulla parapsicologia” della Garzanti di Piero Angela.

Curiosità mai placata, trovò sfogo e spunto nel periodo universitario con l’opportunità di frequentare gli studi ed il vecchio museo di criminologia Cesare Lombroso.

Nella Turin di metà ottocento, capitale europea, Marco Ezechia Lombroso fu scienziato, criminologo di fama internazionale e professore onorario di medicina legale e di igiene per l’Università di Turin. Attraverso una lunga carriera di successi e studi  nel campo della psichiatria e antropologia viene ricordato come uno dei criminologi più importanti della storia.

Tra gli innumerevoli studi e riconoscenze negli ambienti accademici, durante il periodo giovanile a Vienna (1855), si laureò ricevendo il Real premio per lo studio “Azione degli astri e delle meteore sulla mente umana”; giungendo a dare il suo contributo metodologico anche in questo ramo di ricerca: “L’influenza dei pianeti”. Presupposto tutt‘altro che dimostrato in cui corpi celesti, in virtù della loro forza di attrazione, esercitano un influenza diretta su tutti gli organismi viventi ed in particolar sul loro sistema nervoso.

Ricerche che senza ombra di dubbio furono influenzate negli scambi culturali vissuti da Lombroso nella Vienna mesmeriana. Franz Anton Mesmer (1734-1815) laureato in medicina e filosofia a Vienna, cercò di dare un indirizzo razionale alle pratiche esorcistiche e mistiche. Si convinse dell’esistenza di una forza, o fluido che si sprigionava direttamente dall’organismo umano capace di agire sugli altri organismi.

Elaborò un metodo di cura inducendo stati di coscienza alterati che egli chiamava sonnambulismo artificiale e che può essere considerato precursore dell’ipnotismo.

In Europa l’interesse e il dibattito su questo insieme dei fenomeni si sviluppano di fatto nell’ultimo ventennio dell’ottocento, sulla scia delle tesi avanzate delle due scuole francesi che dominavano il campo, campeggiate da Hippolite Bernahein e da Jean-Martin Charcot. Se per la prima, che aveva sviluppato il concetto di “suggestionabilità”, l’ipnosi era un fenomeno psicologico evocabile in qualsiasi individuo, per la seconda invece si trattava di una condizione neuropatica che poteva essere prodotta soprattutto nei soggetti isterici.

Ma prima ancora, il magnetismo, il sonnambulismo, l’ipnotismo erano oggetto di spettacolo teatrale e di esibizione di una dimensione del meraviglioso che aveva i suoi appassionati cultori e prosperava al di fuori del circuito dei gabinetti scientifici e delle accademie. Come, ad esempio, aveva avuto grande risonanza nell‘opinione pubblica le esibizioni teatrali del magnetizzatore Donato. Di origine belga, ex ufficiale di marina, Donato – nome d’arte di Alfredo d’Hont – era giunto in Piemonte dopo una tournée fortunatissima attraverso tutta l’Europa. A Turin dove il mondo del mistero, del magico e dove il mesmerismo ebbe fortuna, la sua esibizione di ipnotizzatore, ebbe un enorme successo di pubblico.

Destarono interesse e scalpore negli ambienti scientifici sopratutto per il grande numero di soggetti –poco meno di 300 nella sola Turin– che accettando l’invito di Donato salivano sul palcoscenico e poi, in stato ipnotico, si prestavano a seguire gli ordini più bizzarri del fascinatore fino a mostrare una vera trasformazione delle personalità. Numerosi soggetti quindi, certamente non tutti simulatori e complici del Donato, ma neppure tutti nevropatici o isterici. Era la prova che anche le persone normali potevano essere preda della fascinazione ipnotica e del tutto passivamente diventare schiave d’una volontà estranea. Da qui il timore che per questa via chiunque potesse essere indotto a comportamenti criminali, o contrari al buon costume, o riportare danni alla salute, il passo era breve.  Lombroso venne chiamato, assieme ad altri illustri specialisti, perché venisse presa posizione contro simili spettacoli degradanti.

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Il parere è netto: “lo spettacolo d’ipnotismo in pubbliche riunioni deve essere vietato. La materia deve rimanere gelosamente riservata allo spazio scientifico dei laboratori e delle cliniche, il pubblico profano va difeso dallo scatenamento dell’irrazionale (Cesare Lombroso)”.

Noi alienisti qui a Turin abbiamo già parecchi casi di epilessia, di isterismo, di sonnambulismo, di amnesia, sviluppatisi o ridestatasi dopo che queste manovre ipnotiche si diffusero senza qui riguardi che devono e sanno gli alienisti…. (Cesare Lombroso).

L’incontro di questa dimensione con lo sguardo della scienza positivistica, rappresentata da neurologi, da psichiatri e fisiologi, produsse un fiorire di studi e di sperimentazioni nei quali, all’entusiasmo per l’esplorazione di nuovi campi del sapere si univa un attenzione preoccupata per aspetti e poteri imprevisti della persona umana.

Cesare Lombroso pubblica nel 1882 una serie di osservazioni di fenomeni ipnotici riscontrati in adolescenti isterici (Sull’azione del Magnete e sulla trasposizione  di sensi nell’isterismo). Si tratta di curiose alterazioni della sensibilità e delle percezioni, della risposta alle più diverse stimolazioni e delle rappresentazioni mentali – descritte con minuzia da entomologo – che sembrano tutte contraddire le leggi meno opinabili dell’anatomia e delle fisiologia.

Anche nella nuova serie di osservazioni sui fenomeni ipnotici condotte con i crismi della sua antica psichiatria “sperimentale”, pubblicate nel 1886, Lombroso si muove rigorosamente sul piano del materialismo neurologico; ad esempio cita le ricerche di Arndt secondo cui le cellule nervose “…sono nei neuropatici in uno stadio di sviluppo inferiore che nei rettili, nella salamandra, per sostenere che l’accumularsi di forza nervosa in un dato punto dei centri nervosi, mentre in altri è soppressa, vi dia luogo a nuove e potenti energie. (Studi sull‘ipnotismo, 1886; C. Lombroso)”. “…A tal modo come la maggior frequenza delle trasmissioni del pensiero dei moribondi (Myers – Human Personality and its Survival of Bodily Daeth – 1903) viene spiegato dallo stato vivissimo di passione e della maggior energia che pare acquisti, nello stadio agonico, la corteccia, forse per le ptomaine ci vi si accumulano…”, analisi riscontrata attraverso le ritualità iniziatiche nel mondo sciamanico siberiano.

In sostanziale continuità e parallelismo con gli interessi per l’ipnotismo, e sulla stessa linea concettuale di appropriazione scientifica del tema e di riduzione interpretativa alla materialità, Lombroso già da tempo si confrontava con colleghi scienziati sul mondo dello spiritismo. Collaborò più assiduamente con William Crookes (1829-1919) fisico inglese tra i più illustri del suo tempo (tra le sue opere principali: “Indagini sperimentali sulla forza psichica, 1871 – Ricerche sui fenomeni dello spiritismo1874). Il quale nel “Quarterly Jiurnal of Science” (1871-1874) sviluppo un notevole studio sullo spiritismo dividendolo in 12 classi.

Oppure quando A. Russel Wallace (famoso naturalista compagno di lavoro di Darwin, 1823-1913; tra le sue opere principali:”Sui miracoli e lo spiritismo moderno” 1874, Difesa dello spiritismo moderno 1894, Il posto dell’uomo nell’universo 1903) compiendo una nuova tappa verso il tentativo di assumere queste ricerche entro una visione critica con gli strumenti e la metodologia razionale positivistici. L’ambizione di Wallace è quella: “dell’accertamento dei fatti, i fatti completi – nient’altro che i fatti”, enunciato singolarmente consonante con quello che Lombroso sceglie orgogliosamente a proprio emblema: “Se ho sempre avuta una passione grande per la mia bandiera scientifica ne ebbi una ancor più fervida: l’adorazione del vero, la constatazione del fatto”(Sui fenomeni spiritici e la loro interpretazione; C.Lombroso).

Ed ancora citiamo dagli scritti di Cesare Lombroso: “Ancora adesso il mondo accademico ride dell’antropologia criminale, ride dell’ipnotismo ride dell’omeopatia; chissà che io e i miei amici che ridiamo dello spiritismo non siamo in errore, poiché noi siamo appunto come gli ipnotizzati grazie al misoneismo che in noi tutti cova, nell’impossibilità di accorgerci di essere nell’errore, e proprio come molti allienati essendo noi al buoi del vero, ridiamo di coloro che non lo sono.”

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In seguito vi furono personaggi che diedero il lor contributo come: G. Fechner (1836) , A.I. Davis (1851), W.Edmonds (1853), Allan Kardec, R. Dale Owen (1860), H. Tuttle (1878), W. Staiton Moses (1883), K. du Porel (1890/91), G. Geley (1898).

Lombroso si confrontò con Sir Oliver Lodge (Fisico inglese, rettore dell’Università di Birmingaham membro dell’Accademia delle Scienze e tra i più assidui studiosi dei fenomeni paranormali) con cui non condivise solamente l’interesse per i fenomeni soggettivi, o psichici, ma in particolar la telepatia, lasciando in questo campo importanti relazioni incluse negli atti (Proceedings) della Società per la ricerca Psichica. Nel 1894 condivise con Lombroso i fenomeni oggettivi o parafisici delle manifestazioni della famosa Eusapia Palladino.

Un importante compagno di ricerche del Lombroso: Alexandr Aksakov (1832-1903, metapsichista russo fra i primi e più autorevoli, fondò in Germania la rivista “Psichische Studien” e a Pietroburgo la rivista “Rebus” entrambe dedicate all’indagine del paranormale) con il quale condivise intorno al 1880 gli studi sulla medium Eusapia Paladino ma  anche gli studi inerenti alla celebre D’Esperance Elizabet (baronessa Theodore Heurtley, 1852-1919) Medium inglese fra i maggiori a effetti fisici, celebre per i suoi fenomeni di apporto di piante e di materializzazione. Nel 1889 Aksakov poté constatare due volte la smaterializzazione parziale della medium durante i fenomeni di materializzazione.

In fine nel contesto piemontese Angelo Brofferio nella sua opera “Per lo Spiritismo” del 1892 scriveva: “…ho potuto assistere ad esperimenti i quali mi hanno convinto che i fatti spiritici più meravigliosi non son imposture né allucinazioni, ma proprio fatti; e ragionando sono giunto, non a scoprire lo spiritismo, ma a capire che L’Aksakov ha ragione di dire che molti di questi fatti non si possono spiegar che mediante la comunicazione coi defunti”.

I fenomeni di percezione extra sensoriale (EPS – ExtraSensory Perception) non sono sfuggiti al criterio di scientificità dominante uniformandosi ai principi delle altre discipline scientifiche.

Attraverso le capacità extra sensoriali un uomo sembrava in grado di conoscere talune cose addirittura prima che avvenissero, ciò ci fa comprendere il sospiro di sollievo di Lombroso (già disposto a credere nelle telepatia) quando la teoria della relatività ristretta, almeno nei suoi embrionali preannunci, gli sembrò poter rendere accettabile la precognizione sia pure con qualche equivoco. In linea con il pensiero di Lombroso la Society for psychical Research, sorta nel 1882, era in prevalenza composto da studiosi “positivisti” che tennero le redini di una casistica smascherata come il caso della fattoria Fox del 1847. Infatti a Hydesville (NY – America), le ormai mature, sorelle (1888) rivelarono di essere in parte loro a provocarle. Al pari della famigerata Eusapia Palladino, con la quale Lombroso iniziò alcune sperimentazioni nella Italia appena creata, negli anni a venire a Varsavia incominciarono a manifestarsi nei suoi confronti alcuni dubbi. Nel 1895 la medium fu addirittura bollata come mistificatrice dalla Società inglese. Nonostante ciò venne considerata dotata di poteri eccezionali ma qualche dubbio rimase seppure sommerso dal più ampio consenso nelle successive indagini. Durante tre anni Lombroso partecipò alle 43 sedute sotto gli auspici dell’Istìtut genéral de Phycologie di Parigi, meticolosamente organizzate con forte spesa e con la partecipazione, tra gli altri, di in folto stuolo di scienziati quali Pierre e Marie Curie, del fisico D’Arsoval, di Henry Begson e del fisiologo Richet. Purtroppo Cesare Lombroso mori’ qualche mese prima della definita sentenza di colpevolezza, almeno parziale, dei confronti della medium napoletana.

La sera tra il 18 e il 19 ottobre 1909, Lombroso morì correggendo la prefazione alle “Ricerche sullo spiritismo”.

Daniel Roux

12 – Gennaio – 2012

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