The Chain - Daniel Roux Art
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The Chain

The Chain

Season One

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The Chain è un film ispirato alla figura storica di Cesare Lombroso e tocca vari aspetti della Torino ottocentesca tra spiritismo e positivismo, alternate con vicende ambientate nella Los Angeles moderna in un thriller fantasy estremamente accattivante. Un stimolante progetto che da anni era in fucina e dal natale 2018 si è consolidato quando Stefano Milla, il regista, mi diede una traccia di sceneggiatura. Ora, grazie ad un lavoro di equipe, siamo giunti ad un buon risultato e miriamo ad un trionfo. Stefano, non è nuovo alle ambientazioni storiche. Infatti è autore di vari film tra i quali si annovera “Richard the Lionheart” interpretato da Malcol Mc Dowell e distribuito con ottimi risultati in tutto il mondo da famose case di distribuzione come Sony Pictures, LionsGate e Studio Canal.

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Nel mese di agosto 2021, è stato confermato un importante successo per l’opera cinematografica “The Chain”: la casa di produzione Universal Pictures, Lionsgate/Grindstone Entertainment Group si occuperà della distribuzione in America. Un trionfo per l’American Widescreen Pictures.

La produzione è stata supportata dalla film Commission Torino Piemonte e Valle d’Aosta sostenendo la produzione con permessi e autorizzazioni. Il set cinematografico ha avuto l’occasione di accedere a location incredibili come il Castel Savoia e il chiostro della Collegiata di Sant’Orso in Valle d’Aosta, la Palazzina di Caccia di Stupinigi, la meravigliosa farmacia di Racconigi, il parco della tenuta Berroni, molti scorci del Comune di Murello del circondario saviglianese ed infine il MFP: Museo Ferroviario Piemontese.

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Il titolo originale dell’opera era “The SoulEater”, titolo attualmente mantenuto in America, ma per il film pilota e il progetto del serial l’opera sarà intitolata: “The Chain”.

L’intero apparato storico, la cura dei dettagli delle scenografie ed alcuni oggetti rappresentati nel film sono frutto della collaborazione come consulente storico e propmaker. Prendendo spunto da anni di ricerca nel campo della mitologia e tradizioni etnografiche pedemontane ho arricchito la trama di curiosità tutte da scoprire. Grazie alle mie capacità manuali, creare una serie di oggetti da scena si è rivelato estremamente entusiasmante.

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Attraverso le mie ricerche nel campo della storia e tradizioni del Piemonte, uno dei primi personaggi su cui ho lavorato sono i Revenant. Basandomi sui miei studi fatti nel campo archeologico ho rispolverato alcune caratteristiche dei “non morti” utili per arricchire la narrazione. Nelle cronache, nelle leggende e nella letteratura sono riportati molti casi in cui i “non morti” possono ritornare alla vita. Nel campo della ricerca archeologica ed antropologica sono state affrontati vari aspetti dei cosiddetti revenants e delle sepolture anomale atte ,anche in maniera brutale, a bloccare il defunto nella propria sepoltura. Un metodo per neutralizzare i Revenant è quello di conficcare una pietra o mattone nella bocca, sfondandone la mandibola.

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Per il personaggio invisibile del “SoulEater” mi sono ispirato alla Carcavieja, una figura mitologica della tradizione piemontese. La Carcavieja è un essere immondo che, accovacciato sul torace del malcapitato durante le ore di sonno, si ciba del suo respiro fino a condurlo alla morte. Tale demone è stato anche raffigurato dal pittore Johann Heinrich Füssli nella sua opera “L’Incubo” del 1781.

Nella trama del film, l’”Incubo” ha infestato la mente del giovane Edoard Crolley (interpretato da Fabio Tarditi) e durante la seduta medianica tenuta dalla medium Madame Zainò (Denitza Diakovska), quest’ultima riuscì ad esorcizzare il ragazzo.

L’essere immondo nel momento della fuga lasciò la propria impronta nella paraffina. In seguito ne verrà realizzato il calco scoprendone il terrificante volto della Carcavieja.

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La creazione più importante per il film è sicuramente lo SpiderSkull. Ispirandomi ad una serie di macchine frenologiche fine ottocento ho realizzato una macchina capace di misurare la conformazione cranica grazie ad otto misuratori. La figura della macchina nel suo insieme rievoca l’immagine di un grosso ragno. Sui primi due fermi a forma di chela di ragno vi è incisa la frase “Metimur cranium” (misuratore cranico), sul corpo vi sono segnate varie date di fabbricazione e la firma speculare del l artefice “Edgar Ramus”.

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La macchina frenologica SpiderSkull veniva trasportata in una grossa scatola e sigillata da un lucchetto tipico dell’800. La scatola interamente realizzata in larice rosso e ferro è decorata con disegni e studi frenologici del ricercatore Edgar Ramus (interpretato da Mishaël Lopes Cardozo).

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L’abbigliamento del personaggio Benjamin MasonSmith (interpretato da Neil Cole) è un completo ottocentesco da viaggio. Per affrontare la sua lunga avventura Benjamin porta con se una valigia leggera realizzata in legno e decorata con elementi in bronzo. Cerniere e serrature in ferro, cinghie e finiture in cuoio. La valigia racchiude l’impronta in paraffina lasciata dalla Carcavieja e il tubo in cuoio contenente le lettere scritte in stato di trance della medium Madame Zainò

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La valigia, secondo la tradizione piemontese, è protetta da tre bacche di ginepro. Tale amuleto era uno spergiuro contro la Carcavieja ed altri demoni inferiori. In moltissime fiabe popolari pedemontane tre bacche di ginepro oppure una collana confezionata con le bacche di questa pianta, viene usata per tenere lontano le streghe o la Carcavieja.

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Nella trama del racconto si trova spesso l’utilizzo degli specchi per imbrigliare o scacciare i demoni. Nella valigia di Benjamin MasonSmith sono appesi due specchietti, assieme alle bacche di ginepro, nello scopo di allontanare le streghe capaci di liberare il male intrappolato nel suo interno. Questa tradizione la si può trovare nell’uso piemontese di decorare la piva (cornamusa) con uno specchietto. Infatti lo strumento musicale per suonare bene deve imbrigliare al suo interno il diavolo.

Nell’atto di sconfiggere il mangiatore di anime (the SoulEater) viene usato uno specchio come portale tra la Turin del 1855 e Los Angeles dei tempi moderni. Tale specchio, andando in frantumi, blocca nell’oblio il demone.

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Benjamin MasonSmith (Neil Cole), giuda della medium Madame Zainò ed anch’esso abile medium, porta sempre con se una scarsella legata alla gamba e tenuta da una tracolla contenente i suoi oggetti. Sulla tracolla in cuoi sono posizionate una serie di ampolle contenenti svariati amuleti di difesa. Ho sfruttato un vecchio porta binocolo in cuoio per realizzare l’intera scarsella a cui ho aggiunto cinghie e finimenti in bronzo.

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Il Quadrato Magico di Saturno viene usato molte volte lungo la trama del racconto. Per il personaggio di Benjamin MasonSmith ho realizzato un ciondolo in osso di cervo con inciso il quadrato magico.

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Nella trama del racconto, per combattere il demone SoulEater, oltre ad una serie di amuleti viene consegnato a Benjamin da una dësmentiòire (medicine-man della tradizione piemontese) una preghiera dedita a Saturn Salveur. Tale ritornello d’invenzione recita in lingua piemontese:

Saturn Salveur. Me Sgnur-Me Dé. Desbela marì ancreus. Saturn Salveur. Da Carcavieja pulinme, delivreme, varime. Saturn Salveur. Me Sgnur-Me Dé (Trad: Saturno Salvatore. Mio Signore-Mio Dio. Distruggi il male più radicato. Saturno Salvatore. Dalla Carcavieja puliscimi, salvami, guariscimi. Saturno Salvatore. Mio Signore-Mio Dio).

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Durante la seduta spiritica tenuta da Madame Zaino (Denitza Diakovska), la medium in stato di trance attraverso l’uso della scrittura automatica, stila una serie di lettere molto importanti per il futuro e lo svolgimento del racconto. Alcuni fogli riportano disegni di difficile comprensione per i personaggi torinesi raffiguranti particolari e paesaggi della Los Angeles odierna. Altri fogli raffigurano amuleti e talismani contro i Revenant ed infine appunti scritti speculari e firmati da Edgar Ramus (Mishaël Lopes Cardozo).

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L’amuleto per antonomasia contro il male è la croce di Santa Brigida. Tradizionalmente realizzata nei giorni della Candelora, la croce viene benedetta assieme alle candele in concomitanza dell’arrivo del solstizio di primavera. Tale tradizione in Piemonte si è quasi del tutto estinta e ho voluto mantenerne la memoria utilizzandola nella trama del film.

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La croce di Santa Brigida confezionata con rami di nocciolo e fili di rista ha una foggia rievocativa ai culti solari. Usata per difendersi dal SoulEater viene usata contemporaneamente sia nella seduta medianica tenuta a Los Angeles (nel cast americano: Jason R.Moore, coprotagonista della serie Marvel “The Punisher”, Ellie Patrikios, Scott Engrotti e Alexa Khan) che in quella di Turin. La croce è decorata con fili rossi e blu, colori base per molti talismani della tradizione europea.

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Un ennesima curiosità di tradizione pedemontana è il rosario realizzato con i semi di “trapa natans” (castagna d’acqua). Tale oggetto religioso ho voluto inserirlo tra le curiosità del film.

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La dësmentiòira (medicin-man) interpretata da Domenica Cravero di Savigliano (Piemonte) è il personaggio più complesso presente nel racconto.

La figura condensa l’immaginarium occidentale della filatrice che detiene il sapere di ciò che è stato e di ciò che sarà. Ispirandomi ad un particolare delle grottesche del pittore Rossignolo del 1557 conservate nei Castelli di Lagnasco (Piemonte) la donna viene raffigurata nell’intento di filare e calza le zoccole in legno tipiche del ‘400.

Oltre al fuso, alla rocca e alla forbice possiede la caratteristica di avere un occhio e bianco e uno nero.

Nell’atto della trasmigrazione dell’anima dalla bocca della dësmentioira esce un moscone (cinomia mortuorum) che al suo ritorno ridesta la masca (in piemontese: strega).

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Tra le varie ricostruzione realizzate per la scenografia il regista mi ha commissionato una replica dello stendardo tenuto dai battuti presenti alla benedizione dell’impiccato. L’asta alta 4 metri circa ha nella sua cima una croce di San Maurizio ed un cranio ai suoi piedi. Al di sotto un orifiamma raffigurante l’immagine di “Magna Catlin-a” cioè della morte secondo l’iconografia piemontese. Tale immagine ha preso ispirazione da un’incisione conservata al Museo di Criminologia Cesare Lombroso di Turin,  raggirante un’impiccagione avvenuta a Genova fine’800.

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Seguendo la traccia del racconto, lo scienziato Edgar Ramus, studia il cranio di un prete (interpretato da Stewart Arnold) fautore dei una serie di omicidi in balia del demone SoulEater. Lo studio frenologie viene effettuato su di un tavolo autoptico di mia creazione.

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Per l’analisi frenologia ho creato un tavolo in cui poteva comodamente sedersi l’attore celandone il corpo e lasciando a vista solamente la sua testa. Il risultato fu talmente accattivante che per l’occasione della prima del film proiettata al castello di Stupigi, ho costruito un mobile frenologico che potete vedere sul sito.

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Uno dei personaggi voluti dal regista Stefano Milla è Foucault (interpretato da Me). Il personaggio , intento a studiare il moto di un pendolo riflette sul concetto astratto del tempo. Il pendolo sferico è realizzato interamente in ferro e oscilla su di un quadrante disegnato a terra. Nel suo movimento fa cadere dei paletti in legno simbolo del tempo che scorre.

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Una delle ricostruzioni più intriganti che ho realizzato è una macchina fotografica di fantasia. Basandomi su di una vecchia macchina fotografica acquistata da Stefano a Los Angeles ho ricostruito un’ipotetica macchina fotografica dall’aspetto Steampunk collegata ad una batteria Talbot (il riferimento storico è corretto il meccanismo è di invenzione).

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Quando i due personaggi Benjamin MasonSmith e Cesare Lombroso (interpretato da Justin Welborn) raggiungono Edgar Ramus nel suo studio, giunge via morse un comunicato importante. Basandomi su di una pinzatrice inizio secolo acquistata da Stefano a Los Angeles ho creato un’ipotetico telegrafo collegato ad un impianto di trasmissione.

Edgar Ramus per decifrare il messaggio usa una tavoletta con il codice morse realizzato il legno e cuoio.